{"id":611,"date":"2014-08-25T12:03:15","date_gmt":"2014-08-25T10:03:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiadipraglia.it\/?page_id=611"},"modified":"2015-02-03T23:01:37","modified_gmt":"2015-02-03T22:01:37","slug":"chiesetta-di-san-biagio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiadipraglia.it\/?page_id=611","title":{"rendered":"Chiesetta di San Biagio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.parrocchiadipraglia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Chiesetta-San-Biagio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"Chiesetta San Biagio\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1312\" height=\"261\" src=\"https:\/\/www.parrocchiadipraglia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Chiesetta-San-Biagio-150x150.jpg\" width=\"261\" \/><\/a><span style=\"font-size:11px;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Il primo documento arrivato fino a noi concernente questa chiesa risale all&rsquo;anno 1172: &egrave; il decreto con cui il vescovo di Padova, Gerardo Offreducci, il 20 febbraio concede a S. Biagio il diritto del fonte battesimale con facolt&agrave; di conferire il battesimo solenne. In forza di questo decreto la chiesa poteva avere assegnati un presbitero e chierici. L&rsquo;anno appresso papa Alessandro III confermava con un suo breve la concessione fatta dal vescovo.&nbsp; Il medesimo vescovo Gerardo il 15 novembre 1175 consacrava la chiesetta.<br \/>\n\tNon risulta che la chiesa di S. Biagio sia mai stata parrocchia, anche se in qualche documento appare questo titolo; essa fu sempre chiesa succursale o sussidiaria di Tramonte, nel cui ambito territoriale si trovava, ed era servita dallo stesso parroco, il quale, particolarmente dopo l&rsquo;erezione della confraternita di S. Biagio, aveva l&rsquo;onere di celebrarvi la messa ogni prima domenica del mese e il luned&igrave; successivo. In seguito alle disposizioni del concilio di Trento, furono istituiti anche a S. Biagio corsi di dottrina cristiana per fanciulli e adulti, e per tali corsi era designato dall&rsquo;abate di Praglia un monaco dello stesso monastero.<br \/>\n\tNel secolo XV la chiesetta fu ricostruita con le strutture che sostanzialmente si sono conservate fino a oggi: unico vano con un solo altare; pronao a tre arcate, campanile con due campane e sacrestia. Verso il 1615 fu eretto un secondo altare dedicato a san Carlo Borromeo appena canonizzato.<br \/>\n\tA fianco della chiesa vi era un cimitero per la sepoltura dei parrocchiani abitanti in pianura; di esso si occuparono le visite pastorali, disponendo che fosse tenuto in ordine e ricinto per evitare l&rsquo;entrata di animali.<br \/>\n\tLa chiesa aveva in dotazione vari appezzamenti di terra, per lo pi&ugrave; boschiva: un inventano del 1512 (?) ne elenca sette per un totale di una trentina di campi. La manutenzione dei fabbricati e le spese di culto erano a cura della confraternita.<br \/>\n\tCome per la parrocchia di Tramonte, anche per la chiesa di S. Biagio le visite pastorali erano fatte tanto dai vescovi di Padova quanto dagli abati di Praglia, personalmente o per mezzo di delegati.<br \/>\n\tLa chiesa continu&ograve; a funzionare fino al 1889, quando fu chiusa sia perch&eacute; pericolante, sia per il trasferimento provvisorio della parrocchia dalla chiesa di S. Giorgio di Tramonte a quella di Praglia, che provvedeva sufficientemente ai bisogni pastorali dei fedeli. Con l&rsquo;assetto definitivo della parrocchia all&rsquo;inizio del secolo scorso, a seguito del ritorno dei benedettini nel loro monastero (1904), la chiesa di S. Biagio si trov&ograve; unita alla parrocchia di Praglia per due motivi: sia perch&eacute; situata nel comprensorio della nuova parrocchia monastica, sia perch&eacute; propriet&agrave; del monastero.<br \/>\n\tNel 1928 la chiesa fu restaurata e riaperta al culto, e il 28 aprile 1929 venne iniziata la costruzione dell&rsquo;asilo infantile, ora <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/www.parrocchiadipraglia.it\/?page_id=178\">Scuola Infanzia &ldquo;San Benedetto&rdquo;<\/a><\/span>, a fianco e dietro la costruzione esistente.<br \/>\n\tIl 28 maggio 1930 giunsero le prime &ldquo;Suore di Carit&agrave; di S. Croce d&rsquo;Ingenbohl&rdquo;, che vi rimasero per cinque anni. Nel 1935, ritiratesi le suore di S. Croce, furono sostituite con le &ldquo;Suore Benedettine di Carit&agrave;&rdquo;, che esplicano tuttora la loro opera nella scuola materna e in altre iniziative a servizio della parrocchia.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo documento arrivato fino a noi concernente questa chiesa risale all&rsquo;anno 1172: &egrave; il decreto con cui il vescovo di Padova, Gerardo Offreducci, il 20 febbraio concede a S. 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